lunedì 3 settembre 2012

La California proibisce le terapie riparative per i gay

Lo stato della California ha finalmente approvato la legge cancella definitivamente le così dette "Terapie riparative". Quese terapie consistono nel prendere bambini, ragazzi e persino adulti gay e farle "tornare normali". Gli americani lo chiamano anche "Pray the Gay Away" ed è un processo disastroso e in alcuni casi anche crudele, quasi a rasentare la tortura quando i "pazienti" vengono colpiti da una scarica elettrica e hanno pensieri gay o si sentono eccitati da un immagine gay.
Passando questa legge con 52 voti a favore e 21 contro, la comunità LGBT viene tutelata da questi metodi per così dire terapeutici che da anni vengono criticati da Psychological Association, American Counseling Association and American Psychiatric Association, e altri gruppi ancora. 
"È rincuorante sapere che la maggioranza dell'assemblea che questo cosiddetto trattamento è essenzialmente un abuso psicologico sui bambini" dichiara il senatore democratico Ted Lieu alla CBS "Anche le persone che portavano avanti la legittimità di questo tipo di terapie psicologiche, come il Dr. Robert Spitzer, hanno rinunciato agli studi e hanno chiesto pubblicamente scusa alla comunità LGBT".
Il sopracitato dottore aveva pubblicato nel 2001 un controverso studio in cui dichiarava che "motivare altamente" gay e lesbiche può portare al cambiamento del loro orientamento sessuale. Nell'aprile di quest'anno poi lo psichiatra 80 ha ritrattato quello che aveva scritto nel 2001.
Tra i sostenitori di questa legge spicca il nome di Ryan Kendall, un paziente sopravvissuto, si può dire così, alle terapie a cui si è sottoposto da ragazzo, è stato poi chiamato a testimoniare nella causa Perry vs Brown del 2010 che poi ha portato all'abolizione della Prop 8.
Sapendo che quell'esperienza "Ha distrutto la mia vita e sfasciato la mia famiglia" Kendall, ora quasi 30enne, scrive in una mail a Centro Nazionale per i Diritti delle Lesbiche (NCLR) "Avrei voluto questa legge avesse protetto me e la mia famiglia da questa pratica abusiva quando ero un ragazzo. Sono stato fortunato a sopravvivere ma non sarò mai in grado di dimenticare quegli anni in cui mi sono sentito inutile e sull'orlo del suicidio perchè uno psichiatra aveva convinto la mia famiglia che essere gay e un disturbo mentale e che quello che sono e vergognoso e sbagliato."

http://www.youtube.com/watch?v=31wm4MclAZc

La star di Glee, Chris Colfer, che interpreta Ryan Kendall nella rappresentazione teatrale del caso Perry contro Brown

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